Associazione Istruzione Unita Scuola-Sindacato Autonomo


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mercoledì 8 dicembre 2010

Test di italiano per immigrati. Firmato il protocollo d'intesa tra Prefettura e Ufficio Scolastico Regionale

Nella mattinata del 7 dicembre 2010, il Prefetto di Brescia Narcisa Brassesco Pace e il Direttore dell'Ufficio Scolastico Regionale Dott. Giuseppe Colosio, hanno sottoscritto il protocollo d'intesa - primo nella Regione Lombardia - che disciplina le modalità di svolgimento del test di lingua italiana che dovranno sostenere i richiedenti il permesso di soggiorno CE( Comunità Europea) per soggiornanti di lungo periodo.
Tale prova - introdotta dal Decreto del Ministero dell' Interno l4 giugno 2010 che entrerà in vigore il prossimo 9 dicembre - è finalizzata a favorire i percorsi di integrazione e costituisce uno dei presupposti per il rilascio del permesso di soggiorno da parte della Questura.
Nel documento sono individuate le istituzioni scolastiche, in allegato, presso le quali sarà possibile effettuare il test .
L'elenco sarà pubblicato sul sito internet della Prefettura di Brescia e dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia.Brescia, 7 dicembre 2010
File allegati:
comunicato stampa firma protocollo
Protocollo d'intesa Prefettura - Ufficio scolastico Regionale
Elenco sedi esame

giovedì 25 novembre 2010

IL SISTEMA LOMBARDO DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE E L’INCIDENZA DELLA RIFORMA STATALE SULL’IMPIANTO REGIONALE



Quarto seminario del ciclo di presentazione dei DOSSIER TEMATICI ai Consiglieri regionali

SEMINARIO - Prosegue il ciclo di seminari per presentare e discutere i temi trattati nei
DOSSIER TEMATICI realizzati da IReR nell'ambito del piano delle ricerche 2010, in collaborazione con l' Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Lombardia.
Il tema della formazione e istruzione verrà affrontato con attenzione specifica all'impatto che la riforma a livello statale genera sull'organizzazione regionale.
Giovedì 25 novembre 2010, Milano
Visualizza Programma

venerdì 8 ottobre 2010

Scuola, stipendio ai precari anche d'estate

Scuola, stipendio ai precari anche d'estate
LA SENTENZA. La Corte d'Appello di Brescia ha accolto il ricorso di un'insegnante e ha condannato il ministero di Mariastella Gelmini a pagare 13 mila euro. Secondo i magistrati, «c'è uno schema organizzativo che si ripete e, quindi, non si può sostenere che sia motivato da esigenze temporanee e non prevedibili» Brescia. Dalla città di Mariastella Gelmini arriva un duro colpo alla pratica del ministero dell'Istruzione di assumere a settembre e licenziare a giugno per risparmiare sul personale. Glielo infligge la Corte d'appello di Brescia, che condanna il ministero di Trastevere a risarcire con oltre 13 mila euro una professoressa bresciana passata attraverso anni di precariato. La docente si è rivolta al Tribunale contro un'abitudine vietata da una Direttiva della Corte di giustizia europea, recepita anche dalla legislazione italiana ma finora mai applicata. Ora avrà gli stipendi estivi degli ultimi 5 anni, con gli interessi.La sentenza a seguito del ricorso (numero 87/10) è stata pronunciata l'8 luglio scorso dalla sezione Lavoro della Corte d'appello, costituita dal presidente Angelo Tropeano e dai consiglieri Antonella Nuovo e Anna Luisa Terzi. E diventa un precedente importante per migliaia di precari che ogni anno si vedono negare lo stipendio estivo. In buona parte sono insegnanti che sanno di essere riassunti a settembre. Al di là del risarcimento del danno, «la Corte ha ristabilito un principio, e mette lo Stato di fronte all'alternativa di continuare così e pagare di più o di mettersi in regola», sottolinea l'avvocato Paolo Lombardi, che ha patrocinato la causa della docente (di cui, per ovvi motivi, non sveliamo l'identità), e che parla di «fatto clamoroso». quando la professoressa chiederà il risarcimento (può farlo subito e ottenerlo), il Ministero di Gelmini ricorrerà in Cassazione. Ma il ragionamento della Corte bresciana sembra inoppugnabile.LA DOCENTE sosteneva che i vari contratti a tempo determinato fossero illegittimi in quanto stipulati per soddisfare un fabbisogno di personale permanente, e quindi anche alla pubblica amministrazione doveva essere applicato il principio di conversione dei rapporti a termine illegittimi in rapporto a tempo indeterminato. Ciò perchè la sanzione prevista per l'inosservanza delle direttive comunitarie limitata al risarcimento del danno è privo di sufficiente efficacia dissuasiva. Il Tribunale del lavoro, in prima istanza, aveva rigettato in toto queste argomentazioni. Ma la Corte d'appello le ha accolte in parte. I giudici di secondo grado ribadiscono che la conversione del rapporto a indeterminato non può essere accolta, poiché le norme che disciplinano i rapporti di lavoro con la pubblica amministrazione sono diverse da quelle in vigore nel settore privato. D'altronde, sia la Corte Costituzionale che la Corte di Strasburgo si sono espresse in tal senso.I giudici europei, proprio in riferimento alle norme nazionali (art. 36 del dl 165/2001) affermano che la sanzione risarcitoria prevista per l'illegittima stipulazione di contratti a termine nel settore pubblico «non può ritenersi a priori strumento inadeguato», come sosteneva la docente, ma può perseguire gli scopi della Direttiva, che tendono a sanzionare l'uso abusivo di contratti a tempo determinato.Secondo la Corte Ue, il contrasto dell'art. 36 con la Direttiva stessa si configura solo quando la sanzione prevista dall'ordinamento interno non costituisce deterrente sufficiente a dissuadere. Inadeguati sono i risarcimenti forfettari, o il riconoscimento di danni morali concessi finora dai tribunali italiani. Se invece si condanna l'amministrazione a pagare il dovuto, la norma nazionale torna in linea con la Direttiva. E la Corte d'appello di Brescia si è comportata di conseguenza. Ha punito il ministero in modo tale da scoraggiarlo a continuare con i rapporti precari. Che poi si trattasse di rapporto di lavoro illegittimo, per i giudici bresciani è ampiamente provato dalla documentazione prodotta dalla professoressa, secondo cui nell'anno 2004-05 il fabbisogno di personale docente era stato quantificato in 250.360 unità, 12.811 delle quali assunte con contratto annuale e altre 22.006 con contratti di 9 mesi.«A fronte del ripetersi di tale schema organizzativo - sottolinea il dispositivo della sentenza d'appello - appare arduo ritenere, come sostiene il Ministero, che il ricorso a contratti a tempo determinato sia motivato da esigenze particolari e temporanee non prevedibili».
AL CONTRARIO, si tratta di una «precisa scelta amministrativa - aggiunge - evidentemente mirata a contenere i costi del personale».
Rapporto illegittimo, dunque, e il danno risarcibile «dovrà essere individuato calcolando la differenza tra quanto effettivamente percepito dai lavoratori e quanto avrebbero percepito se fossero stati da subito inquadrati a tempo indeterminato, ossia tenendo conto della retribuzione dei mesi estivi con gli interessi di legge».
La professoressa li avrà per gli ultimi 5 anni, essendo gli antecedenti caduti in prescrizione. Ma ora si sa che le conseguenze di un comportamento illegittimo, sono illegittime. E come dice Lombardi, «è il principio che conta».
Mimmo Varone
http://www.bresciaoggi.it/stories/Home/189431_scuola_stipendio_ai_precari_anche_destate/

giovedì 9 settembre 2010

GIUSEPPE COLOSIO: IN LOMBARDIA IL NUOVO ANNO SCOLASTICO PARTE CON TUTTO IL PERSONALE

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca
Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia Direzione Generale
Comunicato stampa
IN LOMBARDIA IL NUOVO ANNO SCOLASTICO PARTE CON TUTTO IL PERSONALE
All’avvio delle lezioni le scuole lombarde avranno in servizio tutto il personale: si stanno infatti completando le operazioni di nomina a tempo determinato dei docenti e del personale amministrativo, tecnico e ausiliario. Dopo le immissioni in ruolo di circa 1600 docenti e 1200 ATA, su un totale nazionale complessivo di 16500, gli uffici territoriali hanno proceduto a coprire gli ulteriori posti liberi conferendo circa 16000 supplenze a livello regionale, per assicurare il pieno e ordinato avvio dell’anno scolastico.
La generalità delle province lombarde ha già completato le operazioni di nomina dei supplenti; per quanto riguarda la provincia di Milano, l’enorme numero delle scuole amministrate – poco meno di 500 – rende inevitabilmente più lunghe le procedure: ciò nonostante, sono state già conferite 1200 supplenze e le operazioni, iniziate il 30 agosto e tuttora in corso, si concluderanno comunque entro l’inizio delle lezioni; l’istituzione di un ufficio autonomo, con diretta competenza sulle scuole della provincia di Monza e Brianza, contribuirà alla più rapida gestione di tutte le operazioni a partire dal prossimo anno scolastico.
Nei prossimi giorni le singole istituzioni scolastiche provvederanno a coprire quei posti –complessivamente un migliaio – che non è stato possibile assegnare a causa dell’esaurimento delle graduatorie provinciali dei supplenti.
La chiusura delle operazioni in tempi così ristretti, dopo che le procedure dei trasferimenti del personale di ruolo a livello nazionale si sono concluse all’inizio di agosto, oltre a garantire la funzionalità delle istituzioni scolastiche in vista del nuovo anno, pone in evidenza l’eccezionale impegno del personale dell’amministrazione scolastica che, pur operando in condizioni di estrema difficoltà per le gravi carenze di organico, in un brevissimo lasso di tempo e nel corso del mese tradizionalmente dedicato alle ferie ha gestito tutte le procedure propedeutiche all’avvio dell’anno scolastico, sia nei confronti del personale di ruolo sia per quanto riguarda il conferimento delle supplenze.
Il direttore generale Giuseppe Colosio
Milano, 1 settembre 2010

venerdì 6 agosto 2010

MIUR Lombardia:Situazione concorsi ordinari banditi nel 1999

Si rende nota la situazione relativa ai concorsi ordinari banditi nel 1999.
IUniScuoLa Lombardia: ecco la comunicazione Prot. n. MIUR AOODRLO R.U. 13148Milano, 6 agosto 2010 della Direzione Generale Ufficio VI – Personale della scuola Via Ripamonti, 85 – 20141 - Milano
A tutto il personale interessato
Oggetto: Situazione concorsi ordinari banditi nel 1999
Si rende nota, nella tabella allegata, la situazione relativa ai concorsi ordinari banditi nel 1999.
Il dirigenteLuca Volontè
Allegato Titolo: Tabella

Per saperne di più, clicca QUi

sabato 19 giugno 2010

Contratti per supplenze di personale scolastico – Proroghe

IUniScuoLa: ecco la nota Prot. n. AOODGPER 5986-17 Giugno 2010 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca-Dipartimento per l’Istruzione
Direzione Generale per il personale scolastico- Uff. III
Oggetto: Contratti per supplenze di personale scolastico – Proroghe
In relazione alla materia di cui all’oggetto, si conferma la validità delle istruzioni impartite con la nota prot. AOODGPER 8556 del 10 giugno 2009, tenuto conto, relativamente al personale docente, delle precisazioni contenute nella nota prot. AOODGPER 9038 del 17 giugno 2009.
Analogamente si confermano, per quanto riguarda la partecipazione agli esami di Stato del personale con contratto a tempo determinato, le istruzioni impartite con la nota prot.AOODGPER 14187 dell’11 luglio 2007.
I Direttori degli Uffici Scolastici Regionali, ai fini di una tempestiva predisposizione dei contratti di proroga al personale ATA , autorizzeranno le richieste inoltrate dai capi d’Istituto, qualora accoglibili, con ogni possibile tempestività, comunque non oltre il 30 giugno.
F.to IL DIRETTORE GENERALE
LUCIANO CHIAPPETTA

giovedì 27 maggio 2010

Come può la cultura sviluppare sistemi in grado di integrare tutte le persone?

È questa la principale domanda attorno a cui ruota il percorso avviato già nel 2009 a Milano, presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore e articolato su una serie di incontri internazionali sul tema "Etica, disabilità e giustizia". Il Secondo Colloquium è previsto per il 28 maggio e vi si tratteranno ancora una volta le questioni più rilevanti relativi sul tema della salute e della disabilità, viste secondo diverse prospettive e anche alla luce della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e della Classificazione ICF definita dall'Organizzazione Mondiale della Sanità
[Sarà Günther Pöltner, membro del Comitato Nazionale di Bioetica Austriaco, ad aprire il Colloquium di Milano]
[Proseguirà venerdì 28 maggio a Milano (Università Cattolica del Sacro Cuore, Via Nirone, 15, ore 9-17.30)] il percorso avviato nel giugno dello scorso anno dal Centro di Ateneo di Bioetica dell'Università Cattolica, in collaborazione con la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta e il patrocinio del Dipartimento di Filosofia dell'Ateneo, nell'ambito del progetto europeo MURINET (se ne legga nel nostro sito cliccando qui).Si tratta del II Colloquium Internazionale Etica, disabilità e giustizia. Autonomia, capacità e dipendenza, iniziativa con cui si intendono discutere i temi più rilevanti relativi al tema della salute e della disabilità, visti da diverse prospettive e creare un dialogo sui diritti delle persone con disabilità, tenendo conto del modello antropologico e della teoria della giustizia ad essi sottesi. «Qual è il ruolo della cultura - si chiedono gli organizzatori dell'evento - nello sviluppo di sistemi giusti in grado di integrare tutte le persone? Può una cultura dei diritti e della giustizia far fronte ai problemi economici? Oltre che tentare di rispondere a tali quesiti, ci auguriamo di poter definire un contesto etico, anche alla luce della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità e dell'ICF, la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Salute e della Disabilità dell'Organizzazione Mondiale della Sanità».Dopo i saluti di Michele Lenoci, preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università Cattolica e di Alessandro Ghisalberti, che in tale Ateneo è direttore del Dipartimento di Filosofia, ad aprire la giornata sarà la lectio magistralis di Günther Pöltner, docente di filosofia all'Università di Vienna e membro del Comitato Nazionale di Bioetica Austriaco (Disabilità, dipendenza e giustizia). Seguiranno gli intervento di Pietro Barbieri, presidente nazionale della FISH - Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap (Diritti umani e politiche sociali di aiuto e di cura), Neil Crowther, direttore dei Programmi sulla Disabilità presso la BEHRC (British Equality and Human Rights Commission) di Londra (Eguaglianza, capacità e diritti umani nel lavoro), Lorella Terzi, docente di Filosofia alla Rohempton University di Londra (Teorie delle capacità nel campo dell'educazione) e Ioan Chirila, preside della Facoltà di Teologia Ortodossa all'Università Babes-Bolyai di Cluj Napoca in Romania (l'apporto della teologia ortodossa alla comprensione della disabilità).La sessione pomeridiana potrà poi contare sulla partecipazione di Elena Postigo Solana, vicerettore per la Ricerca e docente di Filosofia all'Università San Paolo di Madrid (Post-umanesimo e dipendenza dalla tecnica), Adriano Pessina, direttore del Centro di Ateneo di Bioetica dell'Università Cattolica del Sacro Cuore (Il mito dell'autonomia e il senso della dipendenza), Jerome E. Bickenbach, docente di Filosofia alla Queen's University di Kingston, Canada, esperto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (L'ICF come strumento per monitorare la Convenzione ONU delle Persone con Disabilità) e Matilde Leonardi, neurologa della Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, coordinatrice del progetto europeo MURINET (Disabilità e modelli di Welfare). (S.B.) fonte Superando,it

giovedì 13 maggio 2010

Cassazione lavoro: disabili gravi, permessi retribuiti doppi al lavoratore con due figli

IUniScuoLa: Ecco la sentenza per esteso

LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE -SEZIONE LAVORO -Sentenza 4623/2010
Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. ROSELLI Federico - Presidente -
Dott. D'AGOSTINO Giancarlo - Consigliere - Dott. CURCURUTO Filippo - Consigliere -
Dott. TOFFOLI Saverio - Consigliere - Dott. MORCAVALLO Ulpiano - rel. Consigliere -
ha pronunciato la seguente: sentenza sul ricorso 28077/2006 proposto da: O.D., - ricorrente - contro I.N.P.S. - controricorrente - avverso la sentenza n. 7/2006 della CORTE D'APPELLO di BRESCIA, depositata il 22/02/2006 r.g.n. 254/05; udita la relazione della causa svolta nella pubblica udienza del 28/01/2010 dal Consigliere Dott. ULPIANO MORCAVALLO;
udito l'Avvocato ASSENNATO G. SANTE per delega ANDREONI AMOS;
udito il P.M. in persona del Sostituto Procuratore Generale Dott. FUCCI Costantino, che ha concluso per il rigetto del ricorso.
Fatto
1. Con ricorso al Tribunale di Brescia, in funzione di giudice del lavoro, O.D. domandava, nei confronti dell'INPS, l'accertamento del suo diritto ad usufruire di due permessi giornalieri retribuiti, ai sensi della L. n. 104 del 1992, art. 33, e D. Lgs. n. 151 del 2001, art. 42, e quindi doppio rispetto a quello ordinario, essendo padre di due gemelli riconosciuti portatori di "handicap in situazione di gravità", di età inferiore ai tre anni. Esponeva di avere chiesto al proprio datore di lavoro di poterne usufruire, ma si era visto negare il beneficio poiché l'Istituto aveva escluso specificamente il suo diritto, sicché, vanamente esperita la procedura amministrativa, aveva infine proposto l'azione in giudizio. Costituitosi l'INPS, il Tribunale rigettava la domanda con sentenza del 21 luglio 2004.
2. Tale decisione veniva confermata dalla Corte d'appello di Brescia, che, con sentenza del 22 febbraio 2006, respingeva il gravame proposto dall' O. rilevando: a) che persisteva l'interesse dell'appellante ad ottenere una decisione dichiarativa del diritto da lui dedotto - pur avendo i suoi figlioli intanto compiuto i tre anni di età - in vista di una eventuale tutela risarcitoria; b) la domanda, peraltro, non era fondata, poiché il Legislatore aveva previsto la moltiplicazione dei permessi per l'allattamento in caso di parto plurimo, ma, significativamente, non aveva inserito una analoga disposizione per l'ipotesi di pluralità di bambini portatori di inabilità; c) in generale, l'interesse del lavoratore a svolgere una prestazione alleviata in ragione di particolari esigenze di famiglia doveva comunque contemperarsi con l'interesse del datore di lavoro ad ottenere una prestazione lavorativa apprezzabile e con quello dell'ente previdenziale a sopportare un costo non eccessivo, come era confermato, del resto, dalla prevista limitazione del permesso per allattamento in caso di orario lavorativo inferiore alle sei ore; d) non poteva ravvisarsi alcuna ingiustificata disparità rispetto all'ipotesi di più figli disabili di diverse età - per la quale era pacificamente ammesso il cumulo dei permessi - stante la diversità delle situazione e considerata, altresì, la facoltà del lavoratore di astenersi completamente dalla prestazione prolungando il congedo parentale.
3. Di questa sentenza il lavoratore domanda la cassazione deducendo tre motivi di impugnazione. L'Istituto resiste con controricorso.
Diritto
1. Preliminarmente, ai fini della verifica della legitimatio ad causam nella controversia (che si impone anche in questa sede in mancanza di esplicite statuizioni al riguardo: cfr. Cass., sez. un., n. 26019 del 2008), osserva la Corte che la domanda proposta in giudizio si riferisce specificamente al provvedimento dell'ente previdenziale relativo alla richiesta preventiva di riconoscimento della fruibilità dei permessi previsti dalla L. n. 104 del 1992, art. 33. In generale, il contenuto di tale provvedimento si sostanzia nell'autorizzazione preventiva al datore di lavoro (o nel suo diniego) a compensare le somme eventualmente corrisposte a tale titolo con i contributi obbligatori dovuti all'INPS, al cui carico è posto l'onere finanziario dei benefici; sussiste, perciò, la legittimazione passiva dell'Istituto in relazione alla pretesa del soggetto interessato di riconoscimento del diritto, allorché - come nella specie - la domanda concerna il diniego di tale autorizzazione preventiva.
2. Il ricorrente denuncia la violazione e falsa applicazione della L. n. 104 del 1992, art. 33, e del D. Lgs n. 151 del 2001, art. 42, nonché la violazione di principi costituzionali (artt. 3, 30, 31, 32, 36 e 38 Cost.). In particolare, con il primo motivo, osserva che il permesso di due ore al giorno è finalizzato all'assistenza di ciascun bambino con handicap grave e deve perciò raddoppiarsi, necessariamente, ove i bambini da assistere siano due, così come viene previsto nell'ipotesi di parto plurimo per i riposi di cui al D. Lgs n. 151 del 2001, art. 39, e osserva che un meccanismo di cumulo dei permessi - già riconosciuto dalla giurisprudenza nell'ipotesi di lavoratore disabile maggiorenne (cumulo di permessi giornalieri e permessi mensili) - viene correntemente applicato dallo stesso Istituto, in virtù di un parere espresso al riguardo dal Consiglio di Stato, in relazione ai permessi di tre giorni al mese per familiari handicappati di età superiore ai tre anni; con il secondo motivo, rileva che la contraria interpretazione adottata dalla sentenza impugnata finisce per sottomettere l'interesse alla salute del bambino, cui - nel bilanciamento con gli altri interessi in gioco, fra cui quello del datore di lavoro e quello dell'ente previdenziale - la giurisprudenza costituzionale riconosce una tutela prioritaria; con il terzo motivo, osserva che l'esclusione del doppio permesso giornaliero determinerebbe una irragionevole disparità rispetto all'ipotesi di più figli handicappati di età superiore ai tre anni, per la quale - come sopra indicato - l'Istituto riconosce la cumulabilità.
3. Il ricorso è fondato.
3.1. La L. 5 febbraio 1992, n. 104 (legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate) prevede, all'art. 33, agevolazioni per i lavoratori che assistono soggetti portatori di handicap (la cui condizione deve essere accertata mediante le commissioni mediche previste dall'art. 4 della stessa L. n. 104 del 1992: cfr., ex plurimis, Cass. n. 8436 del 2003).
In particolare, il comma 2, dispone che la lavoratrice madre o, in alternativa, il lavoratore padre, anche adottivi, possono chiedere ai rispettivi datori di lavoro di usufruire, in alternativa al prolungamento fino a tre anni del periodo di astensione facoltativa, di due ore di permesso giornaliero retribuito fino al compimento del terzo anno di vita del bambino.
Questa disposizione è stata recepita nel D. Lgs 26 marzo 2001, n. 151, art. 42, comma 1, recante il testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, a norma della L. 8 marzo 2000, n. 53, art. 15.
Per tale permesso (che l'art. 42, comma 1, cit. definisce "riposo giornaliero retribuito") è dovuta un'indennità, a carico dell'ente assicuratore, pari all'intero ammontare della retribuzione, che viene anticipata dal datore di lavoro e viene portata a conguaglio con gli apporti contributivi dovuti all'ente (art. 43, comma 1, del T.U.); il periodo di permesso è computato nell'anzianità di servizio, esclusi gli effetti relativi alle ferie e alla tredicesima mensilità (art. 43, comma 2, e art. 34, comma 5, del T.U.).
3.2. Sul piano sistematico, come le Sezioni unite di questa Corte hanno precisato con la sentenza n 16102 del 2009, la configurazione giuridica delle posizioni soggettive riconosciute dalla L. n. 104 del 1992, art. 33, e i limiti del relativo esercizio all'interno del rapporto di lavoro, devono essere individuati alla luce dei numerosi interventi della Corte costituzionale, che - collocando le agevolazioni in esame all'interno di un'ampia sfera di applicazione della legge, diretta ad assicurare, in termini quanto più possibile soddisfacente, la tutela dei soggetti svantaggiati, destinata a incidere sul settore sanitario e assistenziale, sulla formazione professionale, sulle condizioni di lavoro, sulla integrazione scolastica - ha tuttavia precisato la discrezionalità del Legislatore nell'individuare le diverse misure operative finalizzate a garantire la condizione del disabile mediante la interrelazione e la integrazione dei valori espressi dal disegno costituzionale (cfr. Corte cost. n. 406 del 1992; id., n. 325 del 1996).
In questa ottica, la misura prevista dall'art. 33, comma 2, deve intendersi come razionalmente inserita in un ampio complesso normativo - riconducibile ai principi sanciti dall'art. 3 Cost., comma 2, e dall'art. 32 Cost., - che deve trovare attuazione mediante meccanismi di solidarietà che, da un lato, non si identificano esclusivamente con l'assistenza familiare e, dall'altro, devono coesistere e bilanciarsi con altri valori costituzionali.
Può osservarsi, al riguardo, che l'agevolazione è diretta non tanto a garantire la presenza del lavoratore nel proprio nucleo familiare, quanto ad evitare che il bambino handicappato resti privo di assistenza, di modo che possa risultare compromessa la sua tutela psico-fisica e la sua integrazione nella famiglia e nella collettività, così confermandosi che, in generale, il destinatario della tutela realizzata mediante le agevolazioni previste dalla legge non è il nucleo familiare in sé, ovvero il lavoratore onerato dell'assistenza, bensì la persona portatrice di handicap (cfr. Corte cost. n. 19 del 2009). Una configurazione siffatta, d'altronde, è in linea con la definizione contenuta nella Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, approvata il 13 dicembre 2006, là dove la finalità comune dei diversi ordinamenti viene identificata nella piena ed effettiva partecipazione nella società su una base di eguaglianza con gli altri, nonché con la nuova classificazione adottata nel 1999 dalla Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha definito la disabilità come difficoltà all'espletamento delle "attività personali" e alla "partecipazione sociale" (cfr. Cass., sez. un., n. 16102 del 2009, cit.).
3.3. L'efficacia di questa tutela si realizza anche mediante una regolamentazione del contratto di lavoro in cui è parte il familiare della persona tutelata, là dove il riconoscimento di diritti in capo al lavoratore è in funzione del diritto del soggetto svantaggiato a ricevere assistenza.
Per l'ipotesi di lavoratori che assistono figli "con handicap in situazione di gravità", il Legislatore, in ragione della concomitanza degli implicati valori di rilievo costituzionale (quali l'esigenza del bambino di ricevere un'assistenza continua e adeguata dai propri genitori, l'interesse del datore di lavoro a ricevere la prestazione e la compatibilità economica delle prestazioni assistenziali con la generale funzione di assicurazione sociale svolta dall'Istituto), ha definito con esattezza l'agevolazione spettante prevedendo il diritto della madre-lavoratrice, o del padre-lavoratore, a fruire, in alternativa al prolungamento del congedo parentale, di permessi giornalieri di due ore per il bambino di età sino a tre anni. In tal modo, la norma in esame esprime una precisa scelta di valori che è collegata alla primaria necessità di assistenza secondo uno "standard" orario - all'interno della giornata di lavoro - commisurato alla presenza di un bambino disabile e che si realizza con la previsione di un più esteso arco temporale di tutela, in caso di opzione per la non sospensione del rapporto lavorativo, rispetto all'ipotesi del bambino senza handicap; scelta che risulterebbe evidentemente vanificata ove si escludesse che, in ipotesi di pluralità di bambini con handicap, spetta un permesso giornaliero di due ore per ciascun bambino, che si configurerebbe in tal caso una evidente alterazione rispetto al predetto parametro (due ore al giorno per ogni bambino) e, peraltro, si determinerebbe una irragionevole disparità, in senso del tutto opposto alla intentio legis, rispetto all'ipotesi di pluralità di bambini non svantaggiati, per i quali viene espressamente prevista dall'art. 41 del T.U. la moltiplicazione dei periodi di riposo giornaliero (sì che i genitori di due bambini senza handicap fruirebbero di quattro ore al giorno, mentre per due bambini con handicap spetterebbero solo due ore). D'altra parte, il cumulo di permessi è consentito - come riconosce lo stesso Istituto - fra permessi giornalieri (per bambini "con handicap grave" sino a tre anni di età) e permessi mensili di tre giorni (oltre tale età) e, dunque, a maggior ragione esso si giustifica in relazione alla necessità di assistere durante la stessa giornata due bambini con disabilità, entrambi di età inferiore a tre anni.
3.4. La configurazione del predetto parametro (due ore al giorno di riposo per ciascun bambino) in base alla norma in esame, così intesa, resiste alle osservazioni contenute nella sentenza impugnata, con riguardo all'ipotizzato "svuotamento" della prestazione di lavoro. Basti considerare che la lavoratrice, o il lavoratore, potrebbe optare per il prolungamento del congedo parentale sino a tre anni - secondo un diritto potestativo esplicitamente riconosciuto dalla stessa norma - e, in tal caso, il rapporto di lavoro resterebbe sospeso e la prestazione sarebbe del tutto assente, con un più rilevante pregiudizio anche per il datore di lavoro (oltre che per la lavoratrice, o il lavoratore, che subirebbe la decurtazione della retribuzione secondo quanto previsto dall'art. 34, comma 2, del T.U. e dovrebbe sopportare anche la perdita di professionalità conseguente al distacco dal lavoro). Ne potrebbe rilevare, in proposito, la previsione dell'art. 39, comma 1, del T.U., secondo cui "il riposo è uno solo quando l'orario giornaliero di lavoro è inferiore a sei ore", che è riferita, esclusivamente, ai riposi giornalieri della madre - durante il primo anno di vita del bambino (non portatore di disabilità) -, che sono frazionati in dipendenza dell'esigenza dell'allattamento, ed è evidentemente incompatibile con la necessità dell'assistenza continuativa richiesta dalla presenza di bambini "con handicap in situazione di gravità".
In quest'ultima ipotesi, dunque, il bilanciamento dei diversi interessi coinvolti non può che avvenire secondo l'indicato parametro, che presuppone la prevalenza dell'interesse del bambino e la tutela, prioritaria, del suo sviluppo e della sua salute quali diritti fondamentali dell'individuo (ex art. 3 Cost., comma 2, e art. 32 Cost.), sì che, alla luce di una interpretazione della L. n. 104 del 1992, art. 33, comma 2, orientata alla complessiva considerazione di tale prevalente tutela, deve riconoscersi il diritto della lavoratrice madre, o del lavoratore padre, di figli "con handicap in situazione di gravità ad usufruire, in alternativa al prolungamento fino a tre anni del congedo parentale, di due ore di permesso giornaliero retribuito per ciascun bambino sino al compimento del terzo anno di vita (e quindi di un permesso doppio in caso di figli gemelli, entrambi con handicap grave).
4. In conclusione, il ricorso è accolto. La sentenza impugnata va perciò cassata e, decidendosi la causa nel merito ai sensi dell'art. 384 c.p.c., comma 2, va dichiarato il diritto del ricorrente ad usufruire di un permesso giornaliero di due ore retribuite per ciascuno dei due figli e fino al compimento del terzo anno di vita dei medesimi.
5. La complessità della questione induce a compensare fra le parti le spese dell'intero processo.
P.Q.M.
La Corte accoglie il ricorso, cassa la sentenza impugnata e, decidendo nel merito, dichiara il diritto di O.D. ad usufruire di un permesso giornaliero di due ore retribuite per ciascun figlio e fino al compimento del terzo anno di vita dei due figli. Compensa le spese dell'intero processo.
Così deciso in Roma, il 28 gennaio 2010.
Depositato in Cancelleria il 25 febbraio 2010

giovedì 29 aprile 2010

Insediata la Giunta, Roberto Formigoni e gli assessori giurano


«Saranno fortemente potenziate le azioni preventive e di controllo per garantire la massima legalità e trasparenza a tutela di ciascuno e di tutti»

"Giuro di essere fedele alla Lombardia nel rispetto della Costituzione italiana e nell'osservanza leale dello Statuto d'autonomia. Giuro di adempiere - con tutte le mie forze - a tutti i miei doveri nell'interesse delle nostre comunità e dei nostri cittadini per garantire e rafforzare, in Italia e nel mondo, i primati e le eccellenze che la Lombardia ha saputo raggiungere".

Con queste parole il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, i 16 assessori e i 4 sottosegretari della Giunta regionale della nona legislatura hanno celebrato l'insediamento ufficiale della Giunta stessa nella Sala al 26mo piano del Palazzo della Regione.
Il presidente, gli assessori e i sottosegretari hanno letto tutti insieme la formula del giuramento firmando poi ciascuno la propria pergamena su cui era stampato il testo. Formigoni ha quindi offerto un mazzo di calle bianche a Monica Rizzi, assessore allo Sport. La Giunta è proseguita poi a porte chiuse, come da regolamento, per i primi adempimenti, tra cui la nomina dei Direttori generali.

GIURAMENTO - "Il giuramento - ha spiegato Formigoni in una conferenza stampa, affiancato dal vicepresidente Andrea Gibelli - rappresenta l'impegno solenne che ci siamo voluti assumere singolarmente e tutti insieme di fronte ai cittadini e la ferma volontà di essere fedeli e impegnati con tutte le nostre forze nel rispondere alle loro esigenze e nel realizzare i 600 grandi progetti del programma che gli elettori ci hanno riconsegnato controfirmato".
Sempre a proposito del giuramento, il vicepresidente Gibelli ne ha sottolineato la "assoluta sintonia con la coalizione che sostiene la Giunta Formigoni", così come "la fedeltà alla Lombardia, nel rispetto della Costituzione e dello Statuto, è un elemento che fa parte dello spirito e della tradizione di una forza politica identitaria e di riforma".
Dopo aver ricordato come questa sia la prima Giunta che ha visto la presenza dei sottosegretari, figure previste dallo Statuto di autonomia della Lombardia, Formigoni ha riferito i contenuti delle sue prime comunicazioni alla Giunta.

COLLEGIALITA' - "Ho ricordato - ha detto Formigoni - che la responsabilità di ciascuno deve essere rivolta a tutto il territorio regionale e ho esaltato il metodo della collegialità come sistema per realizzare il programma e rispondere alle novità che si presenteranno giorno per giorno".
Accanto al lavoro della Giunta, saranno infatti potenziati gli "interassessorili", che riuniscono in quattro grandi aree (competitività, welfare, territoriale e istituzionale) gli assessori e i sottosegretari competenti per materia.

ASCOLTO E TAVOLI - Formigoni ha particolarmente sottolineato la "dimensione dell'ascolto che deve proseguire per tutti e cinque gli anni", Per questo sarà ripreso il lavoro dei Tavoli di confronto, come la task force "zero burocrazia" appena costituita o come il Comitato strategico per la competitività e ne nasceranno di nuovi, come ad esempio il Comitato per la conciliazione famiglia-lavoro.
"Ogni assessore - ha aggiunto il presidente - dovrà garantire la sua presenza in Consiglio regionale e nelle Commissioni. E' anche questo un modo per rispondere alle esigenze dei cittadini".
Allo stesso modo, ciascun membro della Giunta dovrà essere impegnato nel rapporti con il Governo e il Parlamento, l'Unione europea, gli enti locali (attraverso i Tavoli territoriali) e le altre Regioni, italiane innanzitutto ma anche europee e mondiali a partire dalla quindici più dinamiche che hanno partecipato al World Regions Forum.
"Le elezioni - ha detto ancora Formigoni - ci hanno restituito un risultato di grande importanza e ci hanno consegnato un sentimento di speranza forte da parte dei cittadini. Noi dobbiamo essere all'altezza di questa speranza senza dimenticare anche l'astensionismo, che è un segnale forte indirizzato alla politica e che ci deve spingere a riguadagnare la fiducia dei cittadini".

LEGALITA' E TRASPARENZA - Formigoni ha infine riferito di aver rivolto alla Giunta un appello a "essere sempre fedeli alla dignità della politica".
"La scorsa legislatura - ha spiegato Formigoni - è stata segnata da alcuni fatti negativi e gravi. E' necessario non mettere a repentaglio la dignità della politica e agire sempre per il bene comune".
Il presidente ha annunciato anche che saranno fortemente potenziate le azioni preventive e di controllo per garantire la massima legalità e trasparenza a tutela di ciascuno e di tutti.
(Lombardia Notizie Ln - Milano))

mercoledì 28 aprile 2010

Insegnamento della religione cattolica - riconoscimento del servizio nelle graduatorie ad esaurimento - non spetta.

Il presupposto perché l'insegnamento prestato nella scuola costituisca punteggio utile per l'inserimento nelle graduatorie ex permanenti ed ora ad esaurimento, sta nel fatto che debba essere relativo alla classe di concorso per la quale si chiede l'inserimento in graduatoria.
L'insegnamento della religione cattolica per le peculiarità che lo contraddistinguono non trova una classe di concorso che consenta un inserimento nelle graduatorie oltre a non avere un titolo di studio specifico che abiliti all'insegnamento.
Si tratta, quindi, di un insegnamento che non ha corrispondenza nella dotazione di organico dei ruoli ordinari e che non trova collegamento con una individuata classe di concorso, requisiti che devono entrambi caratterizzare, secondo quanto prescritto dall'art. 2 della legge n. 124/1999, l'anzianità didattica richiesta per l'ammissione alla sessione riservata di abilitazione.
Leggi Insegnamento della religione cattolica - riconoscimento del servizio nelle graduatorie ad esaurimento - non spetta

martedì 13 aprile 2010

L'educazione ambientale nella scuola bresciana

"Ambiente e dignità dell’uomo"


IUniScuoLa Brescia: Ecco la presentazione degli atti del convegno provinciale: 23 aprile


Nella sede dell’Ufficio Scolastico Provinciale, in via Sant’Antonio 14 a Brescia, venerdì 23 aprile, alle ore 10.30, sarà presentato il libro degli atti del convegno provinciale di educazione ambientale realizzato nella stessa città nell'ottobre del 2009. Settimo nella produzione del suo genere editoriale, il libro è un ventaglio aperto sulle esperienze maturate a scuola secondo un itinerario didattico ispirato ad una consapevolezza sull'importanza primaria di ciò che è racchiuso in natura.

La natura sta all’ecologia, come l’educazione ambientale sta alla scuola. E’ il caso del tredicesimo convegno scolastico bresciano dedicato all’educazione ambientale che, nei suoi diversi documenti, corposi e dettagliati, si trova espresso in un’apposita pubblicazione dall’accattivante veste tipografica editata recentemente dalla Compagnia della Stampa di Roccafranca.

Tanto per la poliedricità del tema, quanto anche per l’acceso vermiglio rubicondo della sua copertina, realizzata a sfondo della significativa opera dal titolo "Uomo e presenze ambientali" dell’artista ghedese Pierangelo Arbosti che ne cattura il primo colpo d’occhio, il libro è raccolta sistematica di quanto la scuola bresciana ha interpretato in occasione del convegno, organizzato alla bisogna, nell’Istituto Tecnico "Tartaglia" di Brescia, solo qualche mese fa.

Girato l’angolo di un paio di stagioni, il libro di centottanta pagine racchiude in ordinata memoria tutto ciò che è stato protagonista di quell’appuntamento dedicato all’ambiente sotto l’egida della scuola, sia attraverso le parole e l’impegno dei rappresentanti dell’istituzione scolastica, sia per il tramite degli insegnanti e degli alunni stessi.

"Pur nella diversità delle interpretazioni, tutti convergono nel ritenere oggi che l’educazione sia il perno fondamentale per costruire un futuro sostenibile, in cui ciascuno abbia l’opportunità di soddisfare i propri bisogni senza compromettere l’analogo diritto delle generazioni future", afferma il prof. Giuseppe Colosio, direttore regionale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, mentre la prof.ssa Maria Rosa Raimondi commenta l’iniziativa al vertice del proprio autorevole ruolo di dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale del capoluogo bresciano: "Il tema scelto quest’anno – Ambiente e dignità dell’uomo – ha il pregio di affrontare una riflessione che supera gli approcci di maniera ripetuti da certo ecologismo di moda, uscendo da stereotipi superficiali per affrontare un nodo cruciale e ineludibile della problematica, il rapporto di interdipendenza tra ambiente e vita dell’uomo, con attenzione specifica ai temi etici".

Dalla Regione alla Provincia stessa, dove si sono concretamente imbastiti i vari lavori nell’ambito delle tematiche ambientali, le parole del prof. Giovanni Quaresmini, da molti anni referente per l’educazione ambientale per le scuole bresciane, sintetizzano il profilo della proposta educativa che anche lo scorso anno è giunta a proficua maturazione fino a puntualmente tradursi in un libro di raccolta degli atti, sulla scorta ormai di una riuscita tradizione pluriannuale: "La scuola con la progettazione e l’attuazione di processi educativi rivolti alle nuove generazioni è chiamata a dare il suo contributo determinante in questa direzione nel nesso inscindibile tra educazione e ambiente, o meglio, tra tutela e valorizzazione dell’uomo e tutela e valorizzazione dell’ambiente".

Dell’obbligo, ma anche dei corsi differenziati, offerti dalla proposta formativa degli istituti superiori, la scuola ha saputo fare della sensibilità verso l’ambiente un lungo filo conduttore in grado di interagire con varie realtà ed espressioni nella sintesi di una vasta giornata di confronto, proponendosi come "comunità con al centro la persona" e non come semplice “amministrazione” o come "azienda" di gestione istituzionale.

Il libro dal titolo "Ambiente e dignità dell’uomo" documenta, nei termini dell’educazione ambientale vissuta nella scuola bresciana, un’esperienza eclettica di ricerca e di analisi nell’esplorazione proiettata all’incontro specifico con un tema centrale a tanti sforzi didattici, alla quale ha aderito anche l’Alta Scuola per l’Ambiente per lo sviluppo umano integrale (ASA) dell’Università Cattolica Sacro Cuore di Brescia, rappresentata dal suo direttore nella persona del prof. Pierluigi Malavasi e l’Associazione delle Scuole Autonome Bresciane (ASAB) che ha nel prof. Piero Maffeis, dirigente scolastico dell’IIS "Vincenzo Dandolo" di Bargnano di Corzano (Brescia), il proprio presidente.

Sullo sfondo della "gestione della cosa pubblica", l’assessore provinciale alla Pubblica Istruzione, Aristide Peli spiega che: "Famiglie e scuola, luoghi educativi per eccellenza, sono spazi fisici di relazioni umane dove poter apprendere e verificare l’ipotesi di vita. Ai docenti è affidato il compito di sviluppare la coscienza ambientale oggi indispensabile per la qualità della nostra vita", mentre secondo l’avv. Paola Vilardi, assessore all’Urbanistica e all’Ambiente del Comune di Brescia: "L’educazione all’ambiente e alla sostenibilità è uno strumento pensato per facilitare il cambiamento attraverso la conoscenza, la consapevolezza, la capacità di azione responsabile e il coinvolgimento attivo delle giovani generazioni e della cittadinanza adulta. Uno strumento quanto mai prezioso proprio ora che il cambiamento degli stili di vita diviene una necessità se vogliamo garantire un futuro al nostro pianeta e alle generazioni future".

La giornata del 22 ottobre del 2009 che ha fatto crescere a tredici il numero delle edizioni del convegno dedicato all’ambiente, nell’ambito della cultura scolastica bresciana, si era articolata in relazioni d’aula al mattino ed in work shop al pomeriggio per un giorno di scuola alternativo al consueto periodare quotidiano nelle rispettive aule per potersi mettere in gioco invece in esposizioni ed in contributi realizzati nel tempo laborioso dell’assidua preparazione finalizzata al risultato di un proprio spessore. Si tratta di risultati corrisposti al più largo insieme di esperienze evocate e coinvolte in lavori comuni, per quanto diversificati in diverse ispirazioni d’azione e di ricerca, dopo aver accolto la stimolante sfida di riuscire a proporre qualcosa per la cura e la tutela di genere nella riflessione sull’importanza dell’ambiente.

Tanto hanno fatto le famiglie scolastiche gravitanti in varie aree della provincia bresciana che scorrono nella geografia la vocazione formativa della propria peculiare specificità nelle loro sedi a Bedizzole, a Bargnano di Corzano, a Trenzano, al bacino del Garda, alla Vallecamonica, alla Valtrompia, a Monticelli Brusati, a Rudiano, a Sale Marasino, a Monte Isola, a Bagnolo Mella, a Bovezzo, a Collebeato, fino a rappresentare un’invitante opportunità di sinergia, sui condivisi intenti di valutazione del patrimonio applicato all’ecologia, anche per le aziende A2A, Cogeme e Farco Group che pure hanno concorso al buon livello complessivo dell’iniziativa elevandola nel contempo a contesti extrascolastici di economia, gestione di servizi, e sostenibilità di sviluppo.

fonte Popolis

giovedì 25 marzo 2010

Vobarno(BS): difficile situazione economica dell'Istituto Scolastico

IUniScuoLa Brescia: Ecco il documento sottoscritto dall'intero Collegio dei docenti e dal Consiglio di Istituto.

In occasione della predisposizione del programma annuale 2010, ancora una volta ci
permettiamo di portare all'attenzione di tutti gli interlocutori istituzionali e non la difficile situazione economica in cui versa anche il nostro istituto scolastico, per sollecitare una presa di coscienza del grave pericolo che corre tutta la nostra realtà sociale. Le difficoltà economiche, infatti, si ripercuotono drasticamente sulle attività che la scuola organizza per adempiere al proprio ruolo educativo e formativo.

Docenti e genitori hanno a cuore il buon funzionamento della scuola intesa come luogo di cultura, luogo in cui l’insegnamento/apprendimento deve essere assicurato a tutti gli alunni, trattandosi di un inalienabile diritto come detta la Costituzione italiana.situazione_ bilancio.doc - 1 -IC/

Pertanto, dovendo garantire quotidianamente l’attività didattica, in caso di assenze prolungate del personale, assenze per altro previste dalla normativa vigente, i Dirigenti provvedono, in primis, a sostituzioni interne facendo effettuare al personale ore eccedenti e ore straordinarie ed in ultima istanza ricorrono alla nomina di personale supplente reperibile dalle graduatorie di Istituto.

I fondi assegnati e pervenuti negli ultimi tre anni non sono stati sufficienti a coprire le spese sostenute dalle scuole.

I Dirigenti, in mancanza di finanziamenti adeguati, devono, loro malgrado, informare le famiglie dell’impossibilità di nominare supplenti e sono costretti a suddividere e distribuire gli alunni nelle altre classi con la conseguenza di impedire il normale svolgimento dell’attività didattica e di venir meno al rispetto delle norme sulla sicurezza.

La nostra scuola, dopo anni di amministrazione virtuosa delle risorse statali - spesso inferiori alle reali necessità - e di quelle assicurate dagli enti locali - sempre attenti alle loro scuole - si trova oggi di fronte a questo scenario inquietante:

· azzeramento dei finanziamenti dallo Stato per il funzionamento amministrativo e didattico (spese per telefono, carta, toner, sapone) e per il personale (supplenze, ore eccedenti);

· decurtazione del 25% dei contratti di appalto di pulizia;

· nessuna certezza sull’erogazione dei fondi dovuti dallo Stato per spese già sostenute dalla scuola negli anni passati (residui attivi - oltre 117.000 euro per il nostro Istituto).

Ci risulta che tale situazione riguardi la stragrande maggioranza delle scuole.

Le difficoltà che la nostra scuola si trova ad affrontare sono presto descritte:

 classi lasciate senza supplenza quando manca un docente

 mancato utilizzo delle attrezzature disponibili per impossibilità di manutenzione

 insufficienza di fondi per la realizzazione dei progetti deliberati nel POF

 insufficienza di fondi per garantire l’igiene all’interno delle scuole

 insufficienza di fondi per l’attività amministrativa

 richieste di contributi economici alle famiglie

 materiale di consumo (carta, toner, ecc.) insufficiente

 indebitamento progressivo della scuola senza prospettive di soluzione.

Noi, ancora una volta, non ci sentiamo di tacere di fronte ad una situazione che ha ricadute indubbiamente negative sui diritti delle persone e sulla vera crescita della società.

Per questa ragione chiediamo con urgenza indicazioni utili nonché interventi precisi e puntuali agli organismi in indirizzo.

Ricordiamo infine che il principio costituzionale dell’autonomia scolastica si realizza attraverso finanziamenti adeguati, in caso contrario si snatura.

In attesa di riscontri e risposte chiarificatrici, porgiamo distinti saluti.
Il Consiglio d’Istituto Il Collegio dei docenti
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venerdì 19 marzo 2010

Personale A.T.A.: l'U.S.P. di Brescia ha indetto il concorso 24mesi


«Presentazione delle domande dal 22 marzo al 21 Aprile 2010»

IUniScuoLa Brescia: Ecco la comunicazione Prot.n. 3720del 18 marzo 2010 dell'Ufficio Scolastico Provinciale di Brescia -Ufficio concorsi personale docente e A.TA.

-AI DIRIGENTI SCOLASTICI DI OGNI ORDINE E GRADO diBRESCIA e PROVINCIA
-ALLE OO.SS. LORO SEDI
-ALL’ALBO S E D E
-ALLA DIREZIONE REGIONALE DELLA LOMBARDIA M I L A N O

OGGETTO: Concorso per titoli per l’accesso ai ruoli provinciali, relativi ai profili prof.li dell’area A e B del personale amm.vo, tecnico e ausiliario statale degli istituti e scuole di istruzione primaria, secondaria, degli istituti d’arte, ecc., ai sensi dell’art. 554 del D.lvo n. 297/94 e O.M. 23.02.2009, n. 21- a.s. 2009/10.

Con nota n. 4138 del 17 marzo 2010, l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia ha trasmesso i bandi dei concorsi per soli titoli per l’inclusione o l’aggiornamento del punteggio nelle graduatorie permanenti del personale ATA di cui all’art. 554 del D.L.vo 16.04.94 n. 297 e dell’O.M. 21 del 23.02.2009 (registrata alla Corte dei Conti in data 2.04.2009, reg. 1 foglio 234) per le province della Lombardia. I predetti bandi saranno pubblicati all’albo dell’Ufficio sopra indicato e presso lo scrivente il 22 marzo 2010.

1.CONCORSO PER TITOLI per l’accesso al profilo professionale di ADDETTO ALLE AZIENDE AGRARIE – AS (D.G.R. n. 4087 del 17.03.2010);

2.CONCORSO PER TITOLI per l’accesso al profilo professionale di ASSISTENTE AMINISTRATIVO- B (D.G.R. n. 4088 del 17.03.2010);

3.CONCORSO PER TITOLI per l’accesso al profilo professionale di ASSISTENTE TECNICO – B (D.G.R. n. 4089 del 17.03.2010);

4.CONCORSO PER TITOLI per l’accesso al profilo professionale di CUOCO - B (D.G.R. n. 4091 del 17.03.2010);

5.CONCORSO PER TITOLI per l’accesso al profilo professionale di GUARDAROBIERE – B (D.G.R. n. 4092 del 17.03.2010);

6.CONCORSO PER TITOLI per l’accesso al profilo professionale di INFERMIERE - B (D.G.R. n. 4093 del 17.03.2010);

7. CONCORSO PER TITOLI per l’accesso al profilo di COLLABORATORE SCOLASTICO - A (D.G.R. n. 4090 del 17.03.2010);

Si trasmette alle SS.LL., per posta elettronica, la nota dell’USR e copia dei bandi medesimi, affinché provvedano in pari data alla affissione ai relativi albi scolastici. Le domande di partecipazione al concorso redatte e documentate in conformità delle norme contenute nel bando (vedi allegati B/1-B/2-F-G-H), dovranno essere prodotte all’USP di Brescia entro il termine perentorio del 21.04.2010 (le domande recapitate a mano dovranno essere presentate entro le ore 16.00; inoltre i requisiti di ammissione e i titoli valutabili devono essere posseduti dai candidati entro la data di scadenza dei termini di presentazione delle domande).

Le SS.LL. sono pregate di dare la più ampia diffusione alla presente circolare tra il personale interessato, ivi compreso il personale che a qualsiasi titolo sia temporaneamente assente dalla scuola.

I suddetti bandi e la modulistica saranno consultabili sul sito INTERNET di questo U.S.P.

f.to IL DIRIGENTE